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venerdì 10 Maggio 2019 - 17:32

Sicurezza antincendio per i condomini: in vigore le nuove norme


Aggiornate le normative antincendio per i condomini di nuova costruzione

E’ in vigore dal 6 maggio il DM 25 gennaio 2019 sulla sicurezza antincendio nelle abitazioni che introduce misure di prevenzione commisurate all’altezza degli edifici.

E’ stato, infatti, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 30 del 5 febbraio 2019 il decreto 25 gennaio 2019, contenente: Modifiche ed integrazioni all’allegato n°1 del decreto 16 maggio 1987, n. 246 concernente norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione.

Cosa prevede la precedente normativa

il dm 246/1987 fissava i criteri di sicurezza antincendio da applicare agli edifici di civile abitazione di altezza antincendi superiore a 12 metri. Gli edifici civili con altezza antincendi superiore a 24 m, invece, devono essere progettati in modo da consentire una rapida e sicura evacuazione in caso d’incendio ed essere conformi sempre a quanto riportato nel dm 246/1987.

Per “altezza antincendi” non si intende l’altezza dell’edificio, ma un parametro di rischio cosi definito:
l’altezza massima misurata dal livello inferiore dell’apertura più alta dell’ultimo piano abitabile e/o agibile, escluse quelle dei vani tecnici, al livello del piano esterno più basso.

Come si applicano le nuove norme

Gli edifici di nuova costruzione e quelli esistenti, che siano oggetto di interventi comportanti la realizzazione o il rifacimento delle facciate, dovranno adeguarsi alle nuove regole antincendio già a partire dal 6 maggio 2019, mentre gli edifici esistenti non oggetto di rifacimento di facciate, avranno due anni di tempo, quindi fino al 6 maggio 2021, per l’adeguamento all’obbligo di installazione degli impianti di allarme incendio.

Le nuove disposizioni progettuali si applicano a:

edifici di civile abitazione di nuova realizzazione
edifici esistenti oggetti di interventi successivi alla data di entrata in vigore del decreto comportanti la realizzazione o il rifacimento delle facciate per una superficie superiore al 50% della superficie complessiva delle facciate
Non si applicano, invece a:

edifici di civile abitazione per i quali  alla data di entrata in vigore del decreto siano stati pianificati o siano in corso lavori di rifacimento delle facciate sulla base di un progetto approvato dal competente Comando dei Vigili del Fuoco, ossia che all’entrata in vigore del regolamento risulteranno già autorizzati dalle competenti autorità

Quali obiettivi si pone la nuova normativa

Il provvedimento chiarisce che, per gli edifici di civile abitazione soggetti ai procedimenti di prevenzione incendi i criteri di sicurezza antincendio delle facciate sono volti a:

• limitare la probabilità di propagazione di un incendio originato all'interno dell'edificio, a causa di fiamme o fumi caldi che fuoriescono da vani, aperture, cavità verticali della facciata, interstizi eventualmente presenti tra la testa del solaio e la facciata o tra la testa di una parete di separazione antincendio e la facciata, con conseguente coinvolgimento di altri compartimenti sia che essi si sviluppino in senso orizzontale che verticale, all'interno della costruzione e inizialmente non interessati dall'incendio;

• limitare la probabilità di incendio di una facciata e la successiva propagazione dello stesso a causa di un fuoco avente origine esterna (incendio in edificio adiacente oppure incendio a livello stradale o alla base dell'edificio);

• evitare o limitare, in caso d'incendio, la caduta di parti di facciata (frammenti di vetri o di altre parti comunque disgregate o incendiate) che possono compromettere l'esodo in sicurezza degli occupanti l'edificio e l'intervento delle squadre di soccorso.

Cosa prevede il nuovo decreto

Nel nuovo decreto vengono fornite alcune definizioni (EVAC, GSA, Misure antincendio preventive, L.P., h) e, in particolare, l’attribuzione  dei Livelli di prestazione (L.P.):

• livello di prestazione 0, per gli edifici con altezza antincendi: 12 m ≤ h < 24 m
• livello di prestazione 1, per gli edifici con altezza antincendi: 24 m < h ≤ 54 m
• livello di prestazione 2, per gli edifici con altezza antincendi: 24 m < h ≤ 54 m
• livello di prestazione 3, per gli edifici con altezza antincendi: 54 m

il provvedimento individua le nuove misure calibrate in funzione dell’altezza degli edifici: obblighi più severi per gli edifici più alti, misure molto semplici per gli edifici più bassi (fino a 24 metri). Negli edifici di altezza antincendi superiore a 80 metri o con più di mille occupanti scatta inoltre l’obbligo di nominare un coordinatore per la gestione dell’emergenza.

Per ogni gruppo sono indicati i compiti e le funzioni del responsabile dell’attività antincendio e degli occupanti.

Responsabile della gestione della sicurezza antincendio

In particolare, il Responsabile della gestione della sicurezza antincendio pianifica e organizza le attività della gestione sicurezza antincendio, ossia:

• predispone le procedure gestionali ed operative, relative alle misure antincendio preventive
• aggiorna la pianificazione dell’emergenza
• controllo periodico delle misure di prevenzione adottate
• fornisce al Coordinatore dell’emergenza le necessarie informazioni e procedure da adottare previste nella pianificazione dell’emergenza
• segnala al responsabile dell’attività le non conformità e le inadempienze di sicurezza antincendio
Coordinatore dell’emergenza

Il coordinatore dell’emergenza sovrintende all’attuazione della pianificazione di emergenza e delle misure di evacuazione previste e si interfaccia con i responsabili delle squadre dei soccorritori.

Leggi il DM 25 gennaio 2019

Fonte: Gazzetta Ufficiale

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